Italy: CIWF Italia e I deputati del M5S della Commissione Agricoltura accolgono il pollo Rosa a Rimini

Il tour, partito da Londra il 1 agosto, tocca 21 paesi della UE e durerà 39 giorni, quanto la durata di vita media di un pollo da carne allevato intensivamente. Il 28 agosto, Rosa è arrivata a Rimini, la sua tappa italiana, presso il bagno 81 (Rimini Dog No problem).  Ad accoglierla, CIWF Italia e tre deputati della Commissione Agricoltura del Movimento 5 Stelle: Chiara Gagnarli, Silvia Benedetti e Filippo Gallinella.

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Petizione - http://www.LabellingMatters.org/Rosa

Comunicato stampa: Nell’ambito della sua maratona europea, Rosa, il pollo mascotte della campagna pro-etichettatura arriva a Rimini, accolto da CIWF Italia e da tre deputati del M5S

Cos’ hanno in comune tre ragazze molto diverse tra loro: una allevatrice di polli all'aperto, una studentessa di scienze zootecniche e un'attivista della protezione animale?

Una richiesta: l’introduzione a livello europeo di un'etichettatura chiara e obbligatoria per la carne avicola, affinché i consumatori possano ricevere una risposta alla semplice domanda: "In che modo è stato allevato il pollo che mangio?".

Le tre ragazze sono volontarie inglesi che stanno facendo il giro d'Europa vestite da pollo, chiamato Rosa, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle terribili condizioni di vita dei polli da carne e raccogliere sostegno sui social media alla loro richiesta.

Il tour, partito da Londra il 1 agosto, tocca 21 paesi della UE e durerà 39 giorni, quanto la durata di vita media di un pollo da carne allevato intensivamente. Il 28 agosto, Rosa è arrivata a Rimini, la sua tappa italiana, presso il bagno 81 (Rimini Dog No problem).

Ad accoglierla, CIWF Italia e tre deputati della Commissione Agricoltura del Movimento 5 Stelle: Chiara Gagnarli, Silvia Benedetti e Filippo Gallinella.

L’Italia produce quasi mezzo miliardo di polli da carne ogni anno, la maggior parte dei quali allevati intensivamente. Gravi problemi cardiaci, zoppie, ulcere alle zampe e tassi di crescita anomali sono solo alcuni dei problemi di salute di cui soffrono questi animali, a cui manca lo stesso spazio per vivere. Infatti, passano tutta la loro brevissima vita in capannoni spogli e bui, ammassati a densità che arrivano fino a 23 polli per metro quadro.

La Commissione Europea tratterà il tema dell'etichettatura del pollame proprio quest'estate. L'intento di “Rosa” è far sì che la Commissione approvi l’etichettatura obbligatoria secondo il metodo di allevamento per tutta la carne di pollame- un atto di onestà, che consentirebbe a quei consumatori desiderosi di acquistare prodotti più rispettosi del benessere animale di farlo1 ,  e peraltro  attuabile con una sola, semplice modifica dei regolamenti attuali2.

Durante la conferenza stampa, Tamsin French, una delle volontarie che rivestono i panni di Rosa, ed è lei stessa allevatrice di polli all’aperto, ha detto: “L'etichettatura secondo il metodo di produzione è stata già introdotta per le uova e ha avuto un'incidenza enorme sull’aumento dell'allevamento NON in gabbia delle galline ovaiole 3. Se il metodo di produzione è indicato in etichetta, produttori come me hanno l’opportunità di differenziarsi e i consumatori di dare la preferenza a polli provenienti da sistemi più rispettosi del loro benessere. Per questo dico: prima ci sono state le uova, ora tocca ai polli!“.

Ha dichiarato Chiara Gagnarli, deputata del M5S: "La stragrande maggioranza dei polli allevati ogni anno in Italia vengono fatti crescere in allevamenti intensivi, in edifici chiusi, sovraffollati e privi di ogni stimolo. Il loro unico scopo di vita è ingozzarsi di mangime per crescere il più velocemente possibile -il tutto per contenere sempre più le spese di allevamento ed i prezzi di vendita. Tutto ciò è non solo eticamente inaccettabile, ma aumenta la probabilità di problemi di salute sui volatili, che crescendo vedono peggiorare la loro brevissima vita. Per questo abbiamo deciso di aderire all'iniziativa della CIWF Italia, ma ci siamo mossi anche attraverso iniziative parlamentari, per richiedere l'etichettatura obbligatoria secondo il metodo di allevamento."

Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia, ha detto: “L’etichettatura secondo il metodo di allevamento rappresenta non solo un dovere verso gli animali ma anche un diritto per i consumatori. Senza chiare informazioni su come hanno vissuto gli animali essi vengono confusi da diciture tanto attraenti quanto fuorvianti presenti sulle confezioni. Nel caso della carne di pollo,  pensiamo a cose tipo “naturale”, “di fattoria”, e persino “allevati a terra”. Che senso ha dire “allevati a terra?”. Tutti i polli sono allevati fuori dalle gabbie ma a densità così alte che manca loro lo spazio per muoversi. Non vi è dunque alcuna differenza con una gabbia. Per evitare tutti questi “fraintendimenti”, o, per meglio dire, tattiche di marketing, l’introduzione dell’etichettatura secondo il metodo di produzione (intensivo, estensivo, all’aperto) è il miglior mezzo. Lasciamo scegliere i consumatori, con un’informazione corretta e onesta.  Noi siamo qui oggi, per chiederla, a gran voce”.

I 39 giorni dell'estenuante tour di Rosa possono essere seguiti su Twitter (@39Days4Rosa, #39Days4Rosa) e Facebook https://www.facebook.com/39Days4Rosa.

Il tour, parte della campagna Labelling Matters-“Questione di etichetta”- ha inoltre il sostegno di gruppi di consumatori e organizzazioni di protezione animale di tutta Europa.

Nota per la redazione
•    Il tour di Rosa ha preso il via nel Regno Unito, a Londra, il 1° agosto 2014 e si concluderà a Bruxelles, l'8 settembre successivo. Rosa visiterà Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia, Italia, Spagna e Francia.

•    39Days4Rosa fa parte della campagna Questione di Etichetta – un progetto nato dalla partnership fra CIWF (Compassion in World Farming), RSPCA, Soil Association e World Animal Protection. Questione di Etichetta è fortemente sostenuta da Eurogroup for Animals.

•    Tamsin French, 23 anni, alleva polli all'aperto. Laureata con lode in geografia ambientale, è stata vicepresidente del gruppo ambiente della sua università e ha svolto attività di volontariato presso Friends of the Earth.

•    Johanna Olsson, 22 anni, è studentessa universitaria di zootecnia. Svolge attività di volontariato presso una clinica veterinaria e presso CIWF, e lavora in una scuola materna. Parla inglese e svedese.

•    Sam White, 24 anni, ha studiato arte e inglese. Già redattrice capo del suo giornale universitario, parla inglese e francese. Lavora nell'ambito della cinematografia e degli eventi.

Note dal comunicato:
1. Alcune ricerche dimostrano che la missione di Rosa trova il sostegno della maggior parte degli europei.  Qa Research, 2013. Ricerca sull'etichettatura secondo il metodo di produzione della carne e dei prodotti lattiero-caseari – Rapporto per “Questione di Etichetta”. www.labellingmatters.org.

2. Le leggi UE (Commission Regulation 543/2008) sui requisiti di etichettatura per le carni avicole distinguono già fra metodi di produzione del pollame allevato all’aperto ed estensivamente. Il regolamento, in vigore dal 1991, definisce inoltre quali standard devono essere rispettati affinché i rivenditori possano etichettare i loro polli come "allevati all'aperto" o "allevati in modo estensivo al coperto". Pertanto, dovrebbe essere piuttosto semplice rendere queste diciture da volontarie, come sono attualmente, a obbligatorie, aggiungendo l'obbligo di indicare sull'etichetta se il pollame è stato allevato intensivamente al coperto con un'appropriata dicitura.

3. Le cifre fornite dalla Commissione mostrano come in Europa la proporzione delle galline ovaiole non allevate in gabbia sia passata dal 19,7% del 2003 al 42,2% del 2012 (Commissione Europea, 2013. Galline ovaiole per modalità di allevamento. CIRCABC). Solo nel Regno Unito, la produzione di uova da allevamento all'aperto è cresciuta dal 31% del 2003 al 51% del 2012 (Defra, 2013. Quarterly UK Egg Packing Station Survey). Alcune ricerche condotte in Regno Unito, Francia e Repubblica Ceca nel 2013 hanno dimostrato fra i consumatori un tasso di comprensione dell’etichettatura delle uova in Europa pari al 59%, con una percentuale del 65% di intervistati che l'ha giudicato utile (Qa Research, 2013. Etichettatura secondo il metodo di produzione della carne e dei prodotti lattiero-caseari – Rapporto per “Questione di Etichetta”. www.labellingmatters.org).